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| Classica : Una suora convincente |
| Inviato da silvy il 5/10/2008 22:25:38 (3 letture) |
Sabato 20 settembre ho assistito alla messa in scena dell’opera Suor Angelica nel chiostro di S Domenico a Prato spettacolo organizzato dal Comune di Prato per il festival Pratoestate e che vedeva la partecipazione delle allieve dei corsi internazionali denominati “ Florenceopera”, del soprano Patrizia Morandini nel ruolo della protagonista e del mezzosoprano Roberta Mattelli nel doppio ruolo di Zia Principessa e regista dello spettacolo.
Sapendo che si trattava di uno spettacolo di debuttanti, mi aspettavo una specie di saggio di fine corso, invece la serata si è rivelata poetica e commovente grazie al bellissimo luogo cornice dello spettacolo e alla bellezza di tutto l’insieme. La regista Roberta Mattelli ha ideato una Suor Angelica cinematografica, attenta nei particolari, ha dato personalità e caratteri diversi ad ogni suora creando una galleria di personaggi diversi e veri ( la suora pittrice, la cuoca ecc..) come in vero convento, l’intera vicenda inizia in maniera lieve supportata dalla presenza di 12 bambini, 12 orfani che se da un lato rendono la prima parte dell’opera più movimentata e sorridente dall’altro rilevano il dramma della protagonista nella parte finale e nella lucida follia di Angelica. Il coro viene felicemente soppiantato dalle suorine e ogni parte d’insieme diventa un cicaleggio d’individualità, bravissime in questo tutte le ragazze che in modo spontaneo e fresco hanno affrontato ognuna dei tic e caratteristiche proprie dei loro personaggi, il tutto con movimenti d’insieme precisi e sincronizzati come in un vero convento. Su tutto emergeva l’esecuzione del soprano Patrizia Morandini nel ruolo della protagonista, dolce e sorridente nella prima parte esce in tutta la sua drammaticità nel duetto con la zia principessa ( un’ottima Roberta Mattelli) per scivolare in una lucida follia che inizia con la famosa aria “ senza mamma” dove lei smarrita vede il figlio morto, una follia che la condurrà al suicidio. La voce da soprano drammatico della Morandini si librava in dolci pianissimi e in strazianti implorazioni convincendo ed emozionando. Bravo anche il maestro James Gray che sostenuto l’intera opera senza farci mai rimpiangere l’orchestra. Il pubblico commosso ha applaudito incessantemente.
G.B |
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| Classica : Progetto suora angelica a Prato |
| Inviato da silvy il 17/9/2008 23:40:00 (6 letture) |
Il progetto Suor Angelica nasce a primavera di quest’anno, quando la mia allieva e amica Francesca Merli, mi fa conoscere l’Antonio Bernardi ’ organizzatore di serate musicali a Prato. Entrando nel bellissimo chiostro di S Domenico ( teatro del concerto organizzati da Antonio), fui invasa da un sentimento di pace e serenità e mi venne spontaneo proporre la messa in scena di una Suor Angelica, la proposta fu accettata con entusiasmo e da lì iniziò questa folle e bellissima impresa. Assieme al mio compagno e socio Adriano Chiesa pensammo a quali allieve dei nostri corsi poter invitare per questo debutto, facemmo la scelta dei ruoli, io feci una scelta musicale che avrebbe permesso a tutte di avere una parte solistica nell’opera, abolendo il coro e dividendo le parti corali in piccoli soli e concertati così che ogni suora avesse la sua caratteristica e il suo momento, Antonio pensò a recuperare una somma necessaria per il pagamento delle spese, e Francesca invitò per suonare la parte pianistica il maestro James Gray. Nel frattempo pensavo che i ruoli principali dovessero essere coperti da artisti professionisti, io ho pensato di coprire il ruolo protagonista mentre per la principessa ho avuto la fortuna di avere la mia cara amica d’anni Roberta Mattelli la quale già de tempo si dedica con successo anche a fare regie liriche e ha accettato con entusiasmo la sfida di creare anche la regia di questa Suora Angelica… Una regia fresca movimentata e anche molto innovativa nella sua semplicità. Nello sviluppo del progetto abbiamo avuto la preziosissima collaborazione di Daniela Ciabatti e suo marito Claudio grazie a loro abbiamo i costumi il pianoforte e i bambini,mentre molti oggetti di scena originali antichi ci sono stati prestati da conoscenti e amici. Grazie ad Antonio e Andrea ha l’impianto luci, con Adriano Chiesa avremo la registrazione video, mentre il maestro Claudio Bianchi suonerà l’organo, un grazie speciale a tutte le allieve che entusiaste sono arrivate da molte parti del mondo esclusivamente per questo progetto!!Vi aspettiamo sabato 20 alle 21 e 30 nel chiostro di S Domenico a Prato.
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| Classica : IL CAST DELLA SUORA |
| Inviato da silvy il 10/9/2008 23:20:00 (16 letture) |
PERSONAGGI SUOR ANGELICA Patrizia Morandini LA ZIA PRINCIPESSA Roberta Mattelli LA BADESSA Francesca Merli LA SUORA ZELATRICE Chistine Zimmermann LA MAESTRA DELLE NOVIZIE Saskia Meyer SUOR GENOVEFFA Daniela Ciabatti SUOR OSMINA Barbara Andreoni LA SUORA INFERMIERA Simona Jollyova PRIMA CONVERSA Eftikia Kiriacou SECONDA CONVERSA E DOLCINA Charlotte Soumeire PRIMA CERCATRICE Chistine Walsh SECONDA CERCATRICE Assia Rabinowitz NOVIZIA Carla Wiegers ANNAVIOLA Anastasia Vulgaris
Regia ROBERTA MATTELLI
maestro JAMES GRAY
all' organo CLAUDIO BIANCHI |
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| Classica : LA SORELLA DI PUCCINI |
| Inviato da silvy il 9/9/2008 22:29:29 (10 letture) |
Dove abbia trovato, il Maestro toscano, amante delle automobili di grossa cilindrata e dei sigari, tanta delicatezza e sensibilità religiosa, è duro da immaginare. Forse la presenza discreta, sia pur lontana fisicamente, della sorella monaca agostiniana, Suor Iginia Puccini, nel cui monastero di Vicopèlago, sulle colline lucchesi, ebbe luogo l’audizione in anteprima assoluta di Suor Angelica (verso la fine del 1917). Interessante è la lettera con la quale il Maestro narra la sua visita nel monastero, dalla quale traspare una venerazione e quasi un’invidia per quelle creature innocenti che vivevano segregate dal mondo:
“Raccontai loro, con trepidazione e precauzione, l’intreccio alquanto scabroso del libretto. Erano, quelle monache, tutte attente, tutte commosse e con qualche lacrimuccia esclamavano: poverina, ’ome fu infelice! Dio miseri’ordioso l’ha certo accolta in cielo! Ed altre frasi tenere e commoventi. Io credeva si scandalizzassero, mi aspettava una qualche frase di rimprovero, per il troppo ardimento dell’intreccio... E invece trovai soltanto della pietà, della generosa simpatia cristiana aulente di verace ed edificante sentimento religioso”.
Fa piacere sentire riconoscere questo da uno che come Puccini non può essere certo tacciato di bigottismo!
L’opera si apre con una Ave Maria, un canto sommesso innalzato dalle suore, con le stesse parole di sempre. La Vergine vi guarda è il verso forse più frequente nel breve libretto, e il bel sorriso di Nostra Signora, Regina di clemenza, illumina la giornata delle suore. Una di queste è punta da un’ape, Suor Angelica prepara una buona pozione, giunge la suora che ha fatto la questua, decidono di dare un po’ di acqua alle rose, pregano per la suora defunta l’anno prima; insomma, il tutto va avanti a spinte, fin che la fin troppo autorevole badessa annuncia una visita per Suor Angelica, la quale non sa più stare in sé dalla gioia perché da sette anni non riceve notizie della sua nobile famiglia; alla sua insistenza di sapere chi è venuto a trovarla:
Madre, madre, parlate! Chi è? Son sett’anni che aspetto! Tutto ho offerto alla Vergine in piena espiazione!
l’austera badessa risponde:
offritele anche l’ansia che adesso vi scompone.
Finalmente, dopo aver fatto atto di umiltà, Suor Angelica viene a conoscenza della visita della zia principessa. Se Puccini voleva presentare una vecchia scorbutica, acida e devota, con questo personaggio vi è pienamente riuscito. Per costei l’infelice giovane al di là della grata non deve che espiare, offrire alla Vergine una discutibile ed impietosa giustizia; non mostra pietà neppure quando Suor Angelica sviene alla notizia che il suo fanciullo è morto. In silenzio se ne va, e la suora intona l’unica aria con cui l’opera è ricordata, senza mamma. Da questo momento, per i 15 minuti che restano, la musica è tutta una lode e un’invocazione a Maria. La suora si avvelena, ma subito si rende conto del suo orribile gesto.
Ed è proprio Maria, Madre dei sofferenti, che dona alla morente un segno di grazia e di perdono, con l’apparizione, nella luce, del bimbo tutto bianco. Qui finalmente l’ispirazione diviene davvero felice, e nonostante la totale inconsistenza delle parole – l’autore è Giovacchino Forzano (1884-1970), scrittore di un certo talento – la musica riesce ad esprimere in misura sufficiente la pace e la luce irradiate da Maria. Dallo spessore oscuro di questo mondo, la Madre dei sofferenti introduce la sua fedele nel Regno del suo Figlio, ove sono la riconciliazione e l’esultanza.
Quest’opera, nella sua complessiva modestia, può insegnare che Maria non è soltanto la madre dei peccatori, ma, attraverso la sua stessa sofferenza e la sua intercessione, è il primo frutto dell’azione rinnovatrice dello Spirito di Dio. Franco Careglio
http://it.youtube.com/watch?v=YOpq1_xdEEw |
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